Human Satisfaction & Multicreatività

Persone, non consumatori. Zona franca per una nuova civiltà di comunicazione

Archivio per settembre, 2010

Concetti base della comunicazione in chiave human satisfaction

Inviato da giusrom1 il 28 settembre 2010

m.b. – Se crediamo nel valore della comunicazione, crediamo anche nel valore dei “segni”: parole, immagini, simboli, suoni che, tra di loro coordinati permettono una serie infinita di combinazioni.
Vi sono alcune parole e alcuni concetti, che rappresentano il “succo” dell’evoluzione da customer a human satisfaction. Le inserisco qui di seguito in forma di “sintesi”, come elementi di riflessione e dibattito.

Human satisfaction
Nella comunicazione d’impresa rappresenta la prospettiva di evoluzione della customer satisfaction, considerando che l’essere umano non è soltanto da vedere come customer, ma come un’entità in cui sono sempre presenti sia le esigenze emozionali sia le esigenze razionali ed etiche.
La soddisfazione delle tre componenti, nel rapporto fra impresa e pubblico, a partire dall’attività di comunicazione, rappresenta una soddisfazione più ampia e completa rispetto a quella relativa al semplice atto di consumo.

Team multidisciplinare per la multicreatività
Rappresenta il “nuovo creativo”, ovvero lo strumento necessario per arrivare alla soddisfazione integrale, indicata come human satisfaction. Non è possibile infatti immaginare che una sola professione possa avere la competenza necessaria per soddisfare le necessità presenti sia nella sfera emotiva sia nelle sfere della razionalità e dell’etica. Occorrono professionisti specialisti ognuno in una singola disciplina, disponibili a riconoscere che la loro parte di competenza non è completa se non soltanto quando è integrata in un team multidisciplinare, che rappresenta il passaggio da una situazione egoriferita (“l’ho fatto io…”) a una situazione olistica e unitaria (“l’abbiamo fatto noi…”).

Fattore sinergico della multicreatività
E’ il fattore che misura il risultato superiore del team multidisciplinare, rispetto alla somma dei risultati delle singole tecniche e discipline, agenti separatamente.

Processo di comunicazione
Rappresenta le fasi della comunicazione, da considerare come processo integrale, consequenziale e unitario, per superare le frammentazioni e ottenere obiettivi emotivi, razionali ed etici, passando dalla fase dell’impatto e del posizionamento per poi arrivare alla fase della relazione e alla fase della fidelizzazione, per soddisfare le necessità degli stakeholder interni ed esterni all’impresa.

Strategia di comunicazione
E’ il prodotto  del lavoro del team multidisciplinare, che è possibile immaginare come una “mappa” o “spartito unico”, e che rappresenta il punto di riferimento per tutte le professioni e le tecniche coinvolte in un progetto. L’orchestra della comunicazione, ed ogni suo strumento, si riferirà così ad un unico spartito, con vantaggi notevoli di armonizzazione, razionalizzazione e risparmio economico e di energie.

Valore della comunicazione
In comunicazione possiamo intendere per valore della stessa, la capacità che hanno i messaggi non solo di penetrare nell’attenzione del pubblico, ma anche di convincerlo che il prodotto o il servizio che la marca propone sia veramente quello giusto per la soddisfazione delle sue necessità.

Contributo per un nuovo concept della comunicazione d’impresa
Su queste basi, il tentativo che proponiamo é nella composizione di un concetto di comunicazione che comprenda per la prima volta tutti gli elementi del processo, del metodo multidisciplinare, nonché degli obiettivi della human satisfaction per obiettivi di servizio e di profitto:

la comunicazione d’impresa é il risultato di un processo umano multidisciplinare che nasce  e  si evolve costantemente  per  creare  posizionamento, dialogo, relazione e fedeltà  con i pubblici  dell’impresa  interni ed  esterni,  attuali e potenziali,  offrendo valore a ogni persona, ovvero soluzioni su misura per risolvere le integrali necessità umane emotive, razionali, etiche.

Marzio Bonferroni

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Quotidiani sull'iPad e futuro dei giornali

Inviato da giusrom1 il 23 settembre 2010

g.r. – Un mio amico si è abbonato al Corriere della Sera tramite iPad. Il suo giudizio: bello svegliarsi alle 6 di mattina e trovare, sul comodino accanto al letto, il quotidiano del giorno fresco fresco dentro il suo lettore digitale, da leggere a letto e poi a colazione esattamente come faceva con l’edizione cartacea.

Posso condividere l’entusiasmo tecnologico, che però non è un segno di crescita del giornale cartaceo, semplicemente una sua redistribuzione immateriale. L’impaginazione ne risente, e se non ci si lamenta è perché il vantaggio di averlo supera il disagio di leggerlo.

Il futuro dei giornali non è questo. Non è solo questo.

Oggi i mondi del web e dell’internet fanno prevalere linguaggi sincopati ed ellittici, per giunta letti in diagonale. C’è poco spazio per la cronaca tradizionale, specie se espressa con giri di parole invecchiati e “lenti”. C’è poco spazio anche per l’informazione tv, fumosa e ripetitiva.

I quotidiani, specie italiani, sono vecchi, scritti da vecchi pensando ai vecchi. Non è un fatto anagrafico bensì un intero modello produttivo, quello dell’informazione, che deve rileggersi e riscriversi. Per di più in Italia quella del cronista è da decenni una pigrizia inesorabile, che porta a ignorare l’inchiesta effettiva a vantaggio di notizie riportate e di “teoremi” pregiudiziali. Tutto ciò è insopportabile, ma anche noioso.

Il futuro dei giornali sta secondo me nell’azzeccare l’alchemica mistura tra giornalismo professionale e “giornalismo partecipato”. Di abbandonare la strada del “sito-vetrina” e del “sito-riassunto” per abbracciare l’unicità della parola immessa sul web: per esempio, rileggendo meglio i propri blog, che dovrebbero essere percorsi guidati nella giungla dell’informazione. Chi, poi, riuscirà a capire come reinserire le edizioni cartacee nel circuito quotidiano delle notizie, dove oggi svolgono una funzione marginale e talora parassitaria, darà nuova e sana linfa ai giornali.

Chi va a guardare i siti statunitensi, a cominciare dal New York Times, e li confronta con quelli italiani, può cogliere la differenza, e quindi gli impacci con cui i giornalisti delle nostre parti inseguono un’evoluzione che non può essere vista soltanto come un fatto tecnologico, bensì di linguaggi e di modelli anche metaforici.

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Come s'incolonna l'Italia

Inviato da unioneadc il 3 settembre 2010

g.r. – Pensiero di fine estate. Le vicende del nostro Paese assomigliano sempre più ai rientri dalle ferie nell’Autosole.

Che seguono questo schema:

In troppi si accodano a sinistra.

Quelli al centro rallentano la marcia.

A destra una colonna di autotreni che si fanno i fatti propri.

Giuseppe Romano

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La carta dei valori per la comunicazione d'impresa

Inviato da unioneadc il 3 settembre 2010

m.b. -  Dopo un’estate che ci auguriamo sia stata fonte di “ricarica” positiva, con la mente riposata appaiono con maggior chiarezza le vie innovative.

Qui sotto (e qui in formato scaricabile) trovate la carta dei valori della comunicazione, che abbiamo realizzato e che sottoponiamo al vostro giudizio. Vuole essere un contributo all’evoluzione in atto. La carta si ispira alla visione della Human Satisfaction, nata in questi anni come superamento e integrazione della customer satisfaction, proponendosi per considerare non il “consumatore” ma l’essere umano-cliente e stakeholder dell’impresa come il vero fulcro su cui basare decisamente i progetti e i programmi di comunicazione e sviluppo, analizzando le necessità emotive, razionali, etiche, nella loro completezza.

Marzio Bonferroni

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