Inviato da unioneadc il 30 luglio 2011
Come anticipazione dell’inchiesta contenuta nel nuovo volume “La nuova era della comunicazione (Human satisfaction, multicreatività, comunità di marca)” di Marzio Bonferroni, ed. Tecniche Nuove, in anteprima esclusiva, in ordine alfabetico d’impresa, continuiamo a publicare una selezione di interviste a imprenditori e manager sul tema comunicazione di brand, considerata nelle imprese di successo, con prodotto, finanza e gestione, quale elemento strategico essenziale in progressiva evoluzione da monologo ripetitivo, a comunicazione di dialogo e relazione, tendente a generare fedeltà alla marca e all’impresa e non soltanto notorietà. Appare evidente come gli imprenditori e i manager più evoluti, su basi di obiettive misurazioni, non considerino più la creatività pubblicitaria quale elemento determinante per il successo della comunicazione, spostando l’attenzione sulla creatività che si esprime nei concetti e nella strategia, quale fonte unitaria ( o spartito unico per l’orchestra dei media), da cui derivano anche i messaggi e i mezzi. Siamo di fronte ad una svolta epocale culturale prima che tecnica.
SAS – Emanuela Sferco
Agli inglesismi preferisce la schiettezza della lingua italiana. Un vezzo non da poco per il Direttore Marketing e membro dello steering committee della sede italiana di SAS, la più grande azienda privata di software e servizi di Business Analytics del mondo. Classe 1959, una lineare carriera in ambito commerciale e Marketing-Communication in GE Information Service (Gruppo General Electric) prima e in SAS poi. Come bagaglio anche una formazione statistica che contribuisce a svelare la sua propensione alla ricerca, alla pianificazione e all’azione. A cui si aggiunge una naturale attitudine al risultato.
Da 12 anni è protagonista del marketing SAS con responsabilità crescenti, fino a diventarne il Direttore nel marzo del 2010. Oggi coordina un team composto da 18 persone suddivise in quattro gruppi dedicati allo sviluppo del brand e alle relazioni esterne; agli eventi, sponsorizzazioni e campagne; alla lead generation e campagne digitali. Crede fortemente nella potenza della collaborazione e nel dialogo. Nella convinzione che è solo attraverso l’ascolto che si crea valore.
Sposata, due figli – Marco 19 anni e Stefano 16 – che non le fanno mai perdere il contatto con la realtà e la curiosità per il nuovo. Ama leggere, viaggiare e concedersi momenti di sport e wellness.
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Tags: comunicazione, etica, fidelizzare, human satisfaction, marketing strategico, responsabilità sociale, Sas, sostenibilità, valori
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Inviato da unioneadc il 27 luglio 2011
Come anticipazione dell’inchiesta contenuta nel nuovo volume “La nuova era della comunicazione (Human satisfaction, multicreatività, comunità di marca)” di Marzio Bonferroni, ed. Tecniche Nuove, in anteprima esclusiva, in ordine alfabetico d’impresa, continuiamo a publicare una selezione di interviste a imprenditori e manager sul tema comunicazione di brand, considerata nelle imprese di successo, con prodotto, finanza e gestione, quale elemento strategico essenziale in progressiva evoluzione da monologo ripetitivo, a comunicazione di dialogo e relazione, tendente a generare fedeltà alla marca e all’impresa e non soltanto notorietà. Appare evidente come gli imprenditori e i manager più evoluti, su basi di obiettive misurazioni, non considerino più la creatività pubblicitaria quale elemento determinante per il successo della comunicazione, spostando l’attenzione sulla creatività che si esprime nei concetti e nella strategia, quale fonte unitaria ( o spartito unico per l’orchestra dei media), da cui derivano anche i messaggi e i mezzi. Siamo di fronte ad una svolta epocale culturale prima che tecnica.
CONSULENTI – Paolo Pivetti
Paolo Pivetti è un trasversale della comunicazione. Ha cominciato come copy, poi si è occupato di cinema, di teatro, di televisione. Oggi sta curando i palinsesti di una piattaforma web tv. Dsi dedica per hobby alla linguistica.
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Tags: comunicazione, etica, fidelizzare, human satisfaction, marketing strategico, Paolo Pivetti, responsabilità sociale, sostenibilità, valori
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Inviato da unioneadc il 23 luglio 2011
Come anticipazione dell’inchiesta contenuta nel nuovo volume “La nuova era della comunicazione (Human satisfaction, multicreatività, comunità di marca)” di Marzio Bonferroni, ed. Tecniche Nuove, in anteprima esclusiva, in ordine alfabetico d’impresa, continuiamo a publicare una selezione di interviste a imprenditori e manager sul tema comunicazione di brand, considerata nelle imprese di successo, con prodotto, finanza e gestione, quale elemento strategico essenziale in progressiva evoluzione da monologo ripetitivo, a comunicazione di dialogo e relazione, tendente a generare fedeltà alla marca e all’impresa e non soltanto notorietà. Appare evidente come gli imprenditori e i manager più evoluti, su basi di obiettive misurazioni, non considerino più la creatività pubblicitaria quale elemento determinante per il successo della comunicazione, spostando l’attenzione sulla creatività che si esprime nei concetti e nella strategia, quale fonte unitaria ( o spartito unico per l’orchestra dei media), da cui derivano anche i messaggi e i mezzi. Siamo di fronte ad una svolta epocale culturale prima che tecnica.
CONSULENTI – Norman La Rocca
Norman La Rocca è dottore di ricerca in Marketing e Comunicazione d’Impresa ed esperto di Corporate Social Responsibility. Tra gli ultimi allievi del prof. Giampaolo Fabris, ha lavorato come ricercatore e consulente su progetti per le più importanti imprese italiane e ricoperto il ruolo di assistente alla docenza e professore a contratto rispettivamente presso l’università IULM di Milano e l’Università degli studi di Firenze. Attualmente segue progetti di ricerca e consulenza a livello europeo ed è docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, dove è titolare degli insegnamenti di Comunicazione d’impresa e di Etica della Comunicazione.
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Tags: comunicazione, etica, fidelizzare, Gli stili del marketing, Norman La Rocca, responsabilità sociale, sostenibilità, valori
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Inviato da unioneadc il 20 luglio 2011
Come anticipazione dell’inchiesta contenuta nel nuovo volume “La nuova era della comunicazione (Human satisfaction, multicreatività, comunità di marca)” di Marzio Bonferroni, ed. Tecniche Nuove, in anteprima esclusiva, in ordine alfabetico d’impresa, continuiamo a publicare una selezione di interviste a imprenditori e manager sul tema comunicazione di brand, considerata nelle imprese di successo, con prodotto, finanza e gestione, quale elemento strategico essenziale in progressiva evoluzione da monologo ripetitivo, a comunicazione di dialogo e relazione, tendente a generare fedeltà alla marca e all’impresa e non soltanto notorietà. Appare evidente come gli imprenditori e i manager più evoluti, su basi di obiettive misurazioni, non considerino più la creatività pubblicitaria quale elemento determinante per il successo della comunicazione, spostando l’attenzione sulla creatività che si esprime nei concetti e nella strategia, quale fonte unitaria ( o spartito unico per l’orchestra dei media), da cui derivano anche i messaggi e i mezzi. Siamo di fronte ad una svolta epocale culturale prima che tecnica.
SEPHORA – Antonio De Almeida Ferreira
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Tags: comunicazione, etica, fidelizzare, human satisfaction, marketing strategico, responsabilità sociale, Sephora, sostenibilità, valori
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Inviato da unioneadc il 16 luglio 2011
Come anticipazione dell’inchiesta contenuta nel nuovo volume “La nuova era della comunicazione (Human satisfaction, multicreatività, comunità di marca)” di Marzio Bonferroni, ed. Tecniche Nuove, in anteprima esclusiva, in ordine alfabetico d’impresa, continuiamo a publicare una selezione di interviste a imprenditori e manager sul tema comunicazione di brand, considerata nelle imprese di successo, con prodotto, finanza e gestione, quale elemento strategico essenziale in progressiva evoluzione da monologo ripetitivo, a comunicazione di dialogo e relazione, tendente a generare fedeltà alla marca e all’impresa e non soltanto notorietà. Appare evidente come gli imprenditori e i manager più evoluti, su basi di obiettive misurazioni, non considerino più la creatività pubblicitaria quale elemento determinante per il successo della comunicazione, spostando l’attenzione sulla creatività che si esprime nei concetti e nella strategia, quale fonte unitaria ( o spartito unico per l’orchestra dei media), da cui derivano anche i messaggi e i mezzi. Siamo di fronte ad una svolta epocale culturale prima che tecnica.
CONSULENTI – Silvio e Michele Pacillo
Silvio Pacillo, dopo alcuni anni di insegnamento, entra nel 1971 in Unilever, dove rimane fino al termine della carriera. Nel corso degli anni assume responsabilità di Direzione Marketing e Commerciale nelle diverse aziende di Home & Personal Products del Gruppo, come Atkinsons ed Elida Gibbs, in seguito Lever Fabergè. Negli anni ’90 è responsabile Europeo dell’Innovation Centre Oral Care, creato con sede a Milano e, a seguito delle acquisizioni del Gruppo (Cheeseborough Ponds, Fabergè, Rimmel, ecc.) è responsabile della loro integrazione commerciale; conclude la sua attività in Unilever nel 2002 come General Manager di Atkinsons, dopo averla rilanciata con grande successo. Grazie a queste esperienze ha particolarmente approfondito i temi del cambiamento e dell’ innovazione, e l’interesse per la comunicazione, la formazione e l’organizzazione. Oltre a svolgere testimonianze in Università ed attività in aula, Silvio Pacillo è stato uno dei presidi e garanti della Scuola di formazione Unilever, in cui ha operato per oltre vent’anni. Attualmente lavora come consulente di marketing strategico e formatore.
Michele Pacillo, 31 anni, laureato in Sociologia, indirizzo Pianificazione Sociale, lavora in campo editoriale, occupandosi di comunicazione.
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Inviato da unioneadc il 12 luglio 2011
Come anticipazione dell’inchiesta contenuta nel nuovo volume “La nuova era della comunicazione (Human satisfaction, multicreatività, comunità di marca)” di Marzio Bonferroni, ed. Tecniche Nuove, in anteprima esclusiva, in ordine alfabetico d’impresa, continuiamo a publicare una selezione di interviste a imprenditori e manager sul tema comunicazione di brand, considerata nelle imprese di successo, con prodotto, finanza e gestione, quale elemento strategico essenziale in progressiva evoluzione da monologo ripetitivo, a comunicazione di dialogo e relazione, tendente a generare fedeltà alla marca e all’impresa e non soltanto notorietà. Appare evidente come gli imprenditori e i manager più evoluti, su basi di obiettive misurazioni, non considerino più la creatività pubblicitaria quale elemento determinante per il successo della comunicazione, spostando l’attenzione sulla creatività che si esprime nei concetti e nella strategia, quale fonte unitaria ( o spartito unico per l’orchestra dei media), da cui derivano anche i messaggi e i mezzi. Siamo di fronte ad una svolta epocale culturale prima che tecnica.
CONSULENTI – Giancarlo Livraghi
Giancarlo Livraghi è laureato in filosofia all’Università degli Studi di Milano. Il suo mestiere è scrivere – ma ha dimostrato anche di saper produrre notevoli risultati (in Italia come su scala internazionale) nella gestione e nella comunicazione d’impresa. All’inizio della sua carriera entrò come copywriter in pubblicità. Divenne quello che oggi si chiama “direttore creativo”; poi ebbe più ampie responsabilità. Ha sempre seguito con attenzione gli aspetti culturali della comunicazione umana, oltre a occuparsene in concreto nel suo lavoro. Nel 1966 gli fu affidata la gestione della McCann-Erickson italiana, che cinque anni più tardi divenne la più grande agenzia di pubblicità in Italia. Dal 1971 presidente del comitato new business europeo e responsabile dell’area Europa sud. Nel 1975 fu trasferito a New York come executive vice-president della McCann-Erickson International. Ritornò in Italia nel 1980 come socio di maggioranza della Livraghi, Ogilvy & Mather, allora una piccola agenzia che negli anni successivi aumentò di trenta volte il suo giro d’affari. Lasciò il mondo delle agenzie nel 1993 – quando aveva già cominciato a dedicare impegno e attenzione agli aspetti umani e culturali della comunicazione in rete. Nel 1994 è stato un fondatore, e il primo presidente, di ALCEI, l’associazione per la libertà della comunicazione elettronica interattiva. Ha lavorato, con notevoli e concreti risultati, al servizio di molte imprese grandi e piccole, italiane e internazionali.
Ha pubblicato centinaia di studi, articoli e saggi sulla comunicazione e sul marketing – e sulla cultura dell’internet e le attività d’impresa online. Dal 1997 ha il suo sito gandalf.it dove in – chi é gandalf – si possono trovare approfondimenti e informazioni.
In particolare, dato il notevole risultato di pubblico, indichiamo che le sue osservazioni su Il potere della stupidità, pubblicate online a partire dal 1996, hanno assunto una forma più organica ed estesa in un libro edito da M&A nel 2004 (terza edizione 2008) – che in alcune imprese è stato adottato come testo di formazione gestionale. Ha curato, insieme a Riccardo Puglisi, l’edizione italiana di How to Lie with Statistics di Darrell Huff (M&A, 2007). The Power of Stupidity in inglese è uscito nel 2009. El poder de la estupidez in spagnolo nel 2010.
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