Human Satisfaction & Multicreatività

Persone, non consumatori. Zona franca per una nuova civiltà di comunicazione

A che cosa serve la pubblicità

Inviato da unioneadc il 30 aprile 2010 - 09:06

m.b. – Questa è una chiave speciale che se la teniamo in mano quando vediamo un messaggio pubblicitario, possiamo immediatamente utilizzarla e ottenere la risposta.
La comunicazione d’impresa, in cui la pubblicità presidia la fase iniziale dell’impatto e del posizionamento di un brand, può essere giudicata nel suo stesso motivo di esistere. Infatti  un’impresa non investe per far divertire o sorridere il pubblico, come se fosse un teatro, un circo o un cinema, ma investe per fare in modo che il proprio pubblico potenziale possa capire se i prodotti e i servizi proposti sono utili e se possono risolvere una o più necessità. In altre parole, per capire se i messaggi servano davvero a qualcosa o non siano invece soltanto uno “sfogo creativo” senza utilità e senza valore per il pubblico.
Pirandello diceva fra l’altro che… “niente è più necessario del superfluo”. Non dobbiamo quindi pensare che quello che serve debba risolvere esclusivamente necessità razionali o etiche. La comunicazione sarebbe in fin dei conti molto noiosa. Esistono dunque anche le necessità emozionali, che tutti noi portiamo nell’area analogica della psiche, quali la necessità di bellezza, di forma, di simpatia, di sintesi, ecc. Queste sono importantissime e indispensabili sia nel loro stesso esistere, sia per rappresentare un ponte, un passaggio verso la soluzione delle necessità razionali ed etiche che se i messaggi non considerano, non ottengono la completa soddisfazione della persona-cliente. E’ quella che chiamiamo Human Satisfaction, estensiva della obsoleta customer satisfaction, “mamma” dei messaggi vuoti e inutili. orientati soltanto all’area emotiva. Ecco dunque l’importanza della chiave che il pubblico ha a disposizione per capire se il messaggio non sia soltanto un’emozione transitoria e quindi inutile e dispersiva, ma un investimento che l’impresa ha realizzato per lui per dargli un reale, utile e anche (ma non solo) attraente servizio. Basta dunque chiedersi…a cosa serve…e ognuno di noi potrà avere immediatamente la propria personale risposta.

Marzio Bonferroni

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