Human Satisfaction & Multicreatività

Persone, non consumatori. Zona franca per una nuova civiltà di comunicazione

Archivio per 'Human ovvero'

Facebook, altro che a misura d’uomo

Inviato da unioneadc il 28 novembre 2011

gr – Segnalo qui un importante articolo in cui si spiega perché e come la crescita di Facebook potrebbe ostacolare la nostra: è apparso sul sito corriere.it. Condivido tutto, ma vorrei aggiungere qualche considerazione dal punto di vista delle imprese: anche a loro giova che le persone siano creative, libere, curiose. In definitiva si vende di più in un mondo vivace che in uno appiattito. Viva la human satisfaction.

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“Business & Gentlemen” sulla Human Satisfaction

Inviato da unioneadc il 27 giugno 2011

Nel numero di luglio-agosto di “Business & Gentlemen”, rivista dedicata all’imprenditoria lombarda, ora in edicola, è contenuto un ampio servizio sulla Human Satisfaction. Chi vuol leggere l’anticipazione guardi qui.

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Il futuro della Human satisfaction secondo Rifkin

Inviato da unioneadc il 21 giugno 2011

L.B. – A proposito di comunicazione e di human satisfaction, vorrei segnalare alcuni spunti dell’ultimo libro di Jeremy Rifkin “The Empathic Civilization: The Race to Global Consciousness in a World in crisis”. Se i fatti e i numeri costituiscono un muro invalicabile dalle rispettive opinioni bisogna dare atto a questo signore di avere predetto comportamenti globali che si sono realizzati. All’inizio degli anni 1990 Rifkin scrisse un paio di libri interessanti, rileggibili oggi come cronaca di ciò che realmente è successo. Il primo denunciò la bulimia di carne degli Stati Uniti che ha indotto l’occupazione del 20% delle terre coltivabili con il bestiame, il consumo da parte di questi del 33% dei cereali del mondo e il conseguente impoverimento di alcune economie del terzo mondo. Il secondo predisse la trasformazione del mondo del lavoro come effetto dell’uso dell’informatica, che avrebbe cancellato il lavoro sicuro e protetto per tutti.
Nel nuovo testo si legge che oggi l’umanità comincia a uscire da un periodo di travaglio che è conclusione dell’era iniziata con la rivoluzione industriale e passata da quella elettronica. L’incidente nucleare di Fukushima è, simbolicamente, la campanella di fine periodo di un epoca che ci ha condotto alla crisi ecologica che viviamo e che ci obbliga a rimettere in discussione i nostri modelli di crescita in quanto corrispondenti all’egoismo dei singoli.
La prospettiva descrive un’umanità risvegliata in una terza rivoluzione energetica (da tradurre con il suo etimo, ener-geia, “azione operativa vitale”), libera dall’industrializzazione di massa, libera dallo sfruttamento sconsiderato delle risorse, libera dal potere della speculazione e dell’omertà. Il terreno comune si ricostituisce attraverso il sentimento collettivo di non potere continuare a vivere come prima, attraverso un nuovo senso di responsabilità ecologica e di solidarietà. Per questo terzo aspetto la catena di solidarietà concreta (benché con alcune ombre) e il tempo breve in cui essa è stata operativa in seguito all’onda anomala di dicembre 2004 e in seguito al terremoto di Haiti nel 2010 sono citati ad esempio.
Questo insieme di nuovi moti dell’anima e di conseguenza di comportamenti delle persone è ricondotto ad  un’empatia che si estende al ritmo delle reti sociali in internet. Tutti i genitori del mondo si sono emozionati davanti l’immagine della piccola bambina terrorizzata in braccio ai soccorritori di Fukushima con la tuta bianca. L’agorà elettronico ha permesso a milioni di persone di partecipare con emozione, di ragionare sull’accaduto e di reagire in massa in tempo breve.
L’avvenire di questa era dell’empatia trova sostegno nelle scoperte degli ultimi venti anni nella biologia e nelle scienze cognitive. Chi indaga il cervello umano nella sua struttura biochimica trova crescenti elementi per rivedere la vecchia concezione dell’essere umano naturalmente aggressivo, egoista, utilitaristico. Le ricerche recenti dicono che l’essere umano è un animale sociale che sopporta male la sofferenza dei propri simili e la distruzione della vita, che reagisce in gruppo nell’interesse generale, quando si sente minacciato.
Ne emerge l’aspetto più importante della mondializzazione, l’era dell’accesso alla conoscenza e alla conoscenza reciproca.
Vorrei concludere come il presidente di Assolombarda ha salutato qualche giorno fa l’uditorio dell’assemblea generale: “Scusate, so cosa voi vi aspettate che io dica ma oggi voglio essere ottimista”.

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Dicono di noi – UniOne e la HS sulla stampa

Inviato da unioneadc il 19 maggio 2011

Sull’onda del convegno, ma su un piano di comunicazione non episodica, alcuni articoli in questi giorni parlano di noi. Qui sotto la versione in pdf scaricabile:

Panorama Economy

Green Up Editoriale e articolo

Business

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Tutto il convegno sulla Human Satisfaction, in video cast

Inviato da unioneadc il 11 maggio 2011

E’ online il video cast del convegno “Human satisfaction. Impresa, comunicazione, sviluppo”. Si tratta di una tecnologia, approntata dal nostro partner Digital Solutions, tramite la quale è possibile vedere, ascoltare e consultare analiticamente tutti gli interventi dei relatori, comprese le chart mostrate.

Ecco il link: Convegno UniOne sulla Human Satisfaction

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Basta con la mercificazione del corpo in pubblicità (& viva i bambini)

Inviato da unioneadc il 1 aprile 2011

Leggete qui, se ancora non l’avete fatto. Finalmente una lancia spezzata in favore di una pubblicità a misura d’uomo, e di donna. Un bel post in uno dei blog più intelligenti e cordiali che sia dato di vedere in giro. Ancorché tutte le persone serie sappiano quanto sia controproducente, il sesso in pubblicità continua a essere una scorciatoia per chi fa di ogni seduzione un fascio.

Mentre mi accingevo a scrivere questo post mi è caduto sott’occhio quest’altro, dedicato invece al rapporto animali-bambini in una civiltà che voglia dirsi tale. Le argomentazioni sono equilibrate, molto meno tanti commenti nella caterva che ha generato. Può servire a riflettere su quali tortuosi vicoli percorra la mente umana quando abbandona le evidenze (gli esseri umani sono umani!) e cerca surrogati che sconfinano nella sociopatia: molti, troppi, preferiscono gli animali perché in sostanza non vogliono più saperne di uomini.

Tenete d’occhio il blog La ventisettesima ora, nel sito corriere.it: è una buona palestra di pensiero quotidiano.

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Gli Atti del convegno sulla Human Satisfaction

Inviato da unioneadc il 1 aprile 2011

Abbiamo messo online gli atti del primo Convegno nazionale sulla Human Satisfaction, svoltosi a Milano il 28 marzo. Chi è interessato trova tutto in questa pagina (che resterà abitualmente raggiungibile anche dalla linguetta nel menù in alto).

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Human satisfaction, oggi il convegno in Assolombarda

Inviato da unioneadc il 28 marzo 2011

Milano, 28 marzo 2011. La Human Satisfaction è il nuovo paradigma della comunicazione d’impresa ideato da Marzio Bonferroni, fondatore di UniOne – Architetture di Comunicazione, e basato su un concetto tanto semplice quanto trascurato: se l’impresa di domani vuole sopravvivere deve considerare il proprio cliente non più “consumatore” ma “persona”. E quindi deve pensare, per soddisfarne i bisogni, non alla customer satisfaction ma alla human satisfaction. Come? Con il metodo messo a punto da Bonferroni e che oggi approda tra i suoi naturali destinatari, nel cuore dell’imprenditoria lombarda.

Il convegno “Human Satisfaction – Impresa, comunicazione, sviluppo”, organizzato da UniOne con il patrocinio del Consorzio Qualità di Assolombarda, è lo scenario adatto per un confronto serrato tra quanti – imprenditori, manager, operatori e studiosi di comunicazione – sono interessati agli aspetti teorici, metodologici e applicativi della Human Satisfaction.

Dopo i saluti di Marzio Dal Cin, presidente del Consorzio Qualità Assolombarda, la prima parte è dedicata alla presentazione della metodologia e di alcuni casi di aziende che ne hanno adottato lo spirito: Sanofi Aventis, Eni, Sas, Karcher, Le Fablier, Plef.

Per dimostrare i campi di applicazione della Human Satisfaction, e il suo valore olistico, la conclusione della prima parte è affidata a Gualtiero Marchesi, nella veste di Rettore della Scuola Internazionale di Cucina Italiana ALMA, che parla di cucina e comunicazione.

La seconda parte del convegno, sotto la guida di Marco Vitale, è riservata al confronto in forma di tavola rotonda sulle possibili letture della Human Satisfaction provenienti da discipline differenti, dalla filosofia alla sociologia, dalle relazioni pubbliche alla pubblicità.

Ne scaturisce un panorama complesso e stimolante, nel quale si intersecano differenze e convergenze. Soprattutto traspare come l’approccio della Human Satisfaction possa essere il paradigma unificatore di concetti apparentemente lontani come l’economia del dono, la metafora dell’ecologia d’impresa, il capitalismo intellettuale, il superamento del dualismo emozione/ragione, la stakeholder care fino a una vera e propria dimensione etica dell’impresa, dei suoi pubblici e della sua comunicazione.

In conclusione il convegno si propone come punto di partenza di un ripensamento e rinnovamento della comunicazione d’impresa, necessario per affrontare con successo le sfide del mercato di oggi.

UniOne è una società di consulenza progettuale e operativa per la comunicazione d’impresa. Fondata nel 2005, è aderente a Confindustria. Pone alla base del suo operare il metodo innovativo della Human Satisfaction® ed elabora architetture di comunicazione sviluppate attraverso la Multicreatività®. UniOne è guidata da Marzio Bonferroni, affiancato da Lorenzo Buzzetti, Simonetta Caresano e Giuseppe Romano

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Gli imprenditori e la Human Satisfaction: LOPS

Inviato da unioneadc il 18 marzo 2011

Come anticipazione dell’inchiesta completa prevista nel volume in distribuzione da maggio, “La nuova era della comunicazione (Human satisfaction, multicreatività, comunità di marca)” di Marzio Bonferroni, ed. Tecniche Nuove, in anteprima esclusiva, in ordine alfabetico d’impresa, continuiamo a publicare una selezione di interviste a imprenditori e manager sul tema comunicazione di brand, considerata nelle imprese di successo, con prodotto, finanza e gestione, quale elemento strategico essenziale in progressiva evoluzione da monologo ripetitivo, a comunicazione di dialogo e relazione, tendente a generare fedeltà alla marca e all’impresa e non soltanto notorietà. Appare evidente come gli imprenditori e i manager più evoluti, su basi di obiettive misurazioni, non considerino più la creatività pubblicitaria quale elemento determinante per il successo della comunicazione, spostando l’attenzione sulla creatività che si esprime nei concetti e nella strategia, quale fonte unitaria ( o spartito unico per l’orchestra dei media), da cui derivano anche i messaggi e i mezzi. Siamo di fronte ad una svolta epocale culturale prima che tecnica.

LOPS – Fabio Vicamini

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Gli imprenditori e la Human Satisfaction – KÄRCHER

Inviato da unioneadc il 15 marzo 2011

Come anticipazione dell’inchiesta completa prevista nel volume in distribuzione da maggio, “La nuova era della comunicazione (Human satisfaction, multicreatività, comunità di marca)” di Marzio Bonferroni, ed. Tecniche Nuove, in anteprima esclusiva, in ordine alfabetico d’impresa, continuiamo a publicare una selezione di interviste a imprenditori e manager sul tema comunicazione di brand, considerata nelle imprese di successo, con prodotto, finanza e gestione, quale elemento strategico essenziale in progressiva evoluzione da monologo ripetitivo, a comunicazione di dialogo e relazione, tendente a generare fedeltà alla marca e all’impresa e non soltanto notorietà. Appare evidente come gli imprenditori e i manager più evoluti, su basi di obiettive misurazioni, non considerino più la creatività pubblicitaria quale elemento determinante per il successo della comunicazione, spostando l’attenzione sulla creatività che si esprime nei concetti e nella strategia, quale fonte unitaria ( o spartito unico per l’orchestra dei media), da cui derivano anche i messaggi e i mezzi. Siamo di fronte ad una svolta epocale culturale prima che tecnica.

KÄRCHER – Enzo Fiume

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