Inviato da unioneadc il 2 aprile 2011
Ancora sul convegno organizzato da UniOne in tema di Human Satisfaction. Due nuovi articoli importanti ne danno conto (lo comunichiamo con una certa human satisfaction):
- Uno è apparso online ed è leggibile qui, su La bussola quotidiana. Lo firma Giacomo Samek Lodovici.
- E il Corriere della sera ci ha dedicato una una pagina intera, la copertina (p. 29) della sezione “Tempi liberi”di sabato 2 aprile, con un articolo di Alessandra Mangiarotti dedicato a “Le nuove community”.
Tags: Corriere della sera, human satisfaction, La bussola quotidiana
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Inviato da unioneadc il 30 marzo 2011
Oggi su Corriereinformazione.it è apparso un bell’articolo sul convegno di lunedì: eccolo.
Tags: comunicazione, human satisfaction, responsabilità sociale
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Inviato da unioneadc il 14 marzo 2011
Siamo lieti di annunciare che il prossimo 28 marzo, in Confindustria-Assolombarda a Milano, UniOne presenta il primo Convegno nazionale sulla Human Satisfaction. Come si può vedere dal programma scaricabile qui: convegno 28 marzo programma definitivo e comunque riportato qui sotto, intervengono importanti imprenditori, docenti, esperti di vari settori.
E’ una tappa importante per riflettere insieme sul panorama attuale e futuro della comunicazione e del marketing.
Questo il programma:
Eccolo:

Invita in Assolombarda con il patrocinio di

al primo Convegno Nazionale sulla
HUMAN SATISFACTION
Impresa, comunicazione, sviluppo
Il 28 marzo 2011
Nell’Auditorium Gio Ponti in Assolombarda – Via Pantano 9 – Milano
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Tags: Alma, Assolombarda, Consorzio Qualità, Digital Solutions, Eni, Freemessage, human satisfaction, Kärcher, Le Fablier, marketing strategico, Marzio Bonferroni, posizionamento, Sanofi Aventis, Sas, valori
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Inviato da unioneadc il 14 marzo 2011
g.r. – Le cifre sono enormi. Uno studio realizzato dal gigante mediatico NBC Universal informa che un quarto del traffico dati mondiale presente nel World Wide Web viene sviluppato dalla pirateria online. Lo scambio dei contenuti illegali – dal conto resta esclusa la pornografia – riguarda musica, film, programmi tv, videogiochi e software coperto da copyright. Se aggiungiamo il dato che compariva nel rapporto IFPI (sigla che raduna l’industria discografica mondiale) a fine 2010, secondo cui 19 canzoni al mondo su 20 vengono scaricate illegalmente, il quadro è strabiliante.
Oggi la Rete globale è la peggior nemica di chi inventa e produce qualsiasi contenuto che possa vantare un “diritto d’autore”. E se sulle prime l’idea di liberalizzare l’accesso a qualsiasi produzione artistica e culturale può sorridere, quando ci si rifletta vengono a galla realtà piuttosto inquietanti. Leggi tutto »
Tags: download, etica, peer to peer, pirateria informatica, social network, sostenibilità, web
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Inviato da giusrom1 il 20 dicembre 2010
EMPATIA, HUMAN SATISFACTION E COMUNICAZIONE NEL RAPPORTO TRA UN BRAND E IL PROPRIO PUBBLICO
m.b. – Nell’uso comune, empatia è l’attitudine a offrire la propria attenzione per un’altra persona, mettendo da parte le preoccupazioni e i pensieri personali. La qualità della relazione si basa sull’ascolto non valutativo e si concentra sulla comprensione dei sentimenti e bisogni fondamentali dell’altro. (Wikipedia).
Questa definizione, riconosciuta come autorevole, ci porta direttamente a considerare come sia fondamentale, per contribuire a sempre migliori relazioni interpersonali, l’ascolto delle necessità funzionali e razionali, ma anche l’ascolto delle necessità emozionali ed etiche in costante rapporto sinergico, che esercitano la funzione orientativa di una persona. Questo per evolvere la customer satisfaction, nella tendenza alla human satisfaction.
Un brand, come una persona nel rapporto interpersonale, se sa ascoltare in profondità e quindi misurare le necessità integrali, può sviluppare un sincero e armonioso rapporto, nel suo caso con i propri pubblici interni ed esterni all’impresa, empatico e duraturo, se basato su di una comunicazione che possa risolvere le necessità emotive-razionali-etiche, proprio perché le ha sapute prima ascoltare e misurare.
Tags: brand, comunità, emozioni, empatia, pubblico
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Inviato da giusrom1 il 3 dicembre 2010
L’orgasmo, lo spot e la comunicazione
m.b. – L’orgasmo è una grande emozione che provano due persone che si amano.
Il problema sorge quando l’atto emotivo viene vissuto come fine a se stesso e non come un modo, un mezzo, per progettare razionalmente e con finalità anche etiche un progetto di vita comune, in cui la relazione d’amore diventi relazione concreta e basata sui fatti reali, fino alla reciproca fedeltà, ovviamente da riconquistare sempre per evitare che si logori fino a spezzarsi.
La volontà quindi nei progetti d’amore diventa un elemento essenziale ed è l’altro lato della medaglia dell’amore nella sua completezza.
Nella comunicazione tra un brand e il proprio pubblico avviene qualcosa di simile. Infatti a ben pensarci lo spot, l’atto di aggancio dell’attenzione, fino al possesso del prodotto, assomiglia molto al corteggiamento tra due persone, fino al possesso, ovvero fino all’emozione che deriva dalla gioia del possesso.
Ma se tutto si ferma allo spot come monologo e come ricerca dell’emotività derivante dal possesso, senza che vi sia una prospettiva di progetto più ampio, inserendo il prodotto negli aspetti di una globale human satisfaction, tutto si riduce ad una fruizione fine a se stessa. La marca agisce come un seduttore, che dedica tutto il dispendio di energie alla caccia di nuove emozioni che si concludono con il loro consumarsi, senza una prospettiva ulteriore di relazione e fedeltà. Questo è ciò che spesso avviene quando una marca comunica emozioni fine a se stesse, senza misurare risultati concreti.
E’ quindi da ritenersi fondamentale che già nel momento dell’emotività iniziale vi siano nella comunicazione gli elementi del dialogo e della relazione con orientamento progettuale alla fedeltà, per ottenere una piena soddisfazione delle necessità emozionali, ma anche di quelle razionali ed etiche che compongono la human satisfaction nella sua integralità.
Tutto questo per obiettivi di comunicazione, sviluppo e profitto, è obiettivamente misurabile, se consideriamo le necessità delle persone-clienti ma anche di tutti gli stakeholder, misurando anche le distanze da annullare progressivamente fra tali necessità e le soddisfazioni che un brand può dare non soltanto come monologo di comunicazione, ma fin dal primo momento come potenzialità di dialogo e di relazione fino alla fedeltà…evergreen.
Marzio Bonferroni
Tags: advertising, emozione, etica, fidelizzare, marketing strategico, seduzione, spot, valori
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Inviato da giusrom1 il 22 novembre 2010
PHILIP KOTLER – IL MARKETING 3.0 E LA HUMAN SATISFACTION – IL CUORE E L’ANIMA
m.b. – Mi fa molto piacere oggi segnalare il nuovo libro di Philip Kotler, che si preannuncia un grande successo internazionale, dal titolo “MARKETING 3.0. Dal prodotto al cliente all’anima” (ed. Il Sole 24 Ore).
Kotler indica con chiarezza come il nuovo marketing e il core delle strategia dovranno basarsi sull’attenzione all’anima del cliente e ai valori umani. Kotler inoltre sostiene che un’impresa basata sui valori umani può essere nello stesso tempo molto profittevole.
UniOne é da sempre in grande sintonia con questo concetto. Infatti si basa sulla visione della Human Satisfaction, che il mio libro dallo stesso titolo, edito da F.Angeli, ( che potrò inviare via mail a chi lo desidera ), nel 2005 codificava nelle linee essenziali, derivandole da analisi interdisciplinali che avevo iniziato negli anni ’90, condividendo con autorevoli docenti di discipline umanistiche, la progressiva obsolescenza dell’umanamente restrittiva visione del “consumatore” e della customer satisfaction, da evolvere e integrare. L’obiettivo è di ottenere vantaggi sia per i pubblici sia per le imprese.
Lo stesso Philip Kotler, con cui negli anni ho avuto scambi di opinioni personalmente e per mail, mi ha dimostrato grande sintonia.
Così mi scriveva nel 2005: “ I like your transforming the idea from a customer approach to a human approach. I have always said that we should market to people, not customers, and serve their broad interests”.
Così mi scrive proprio oggi: “ Thank you for introducing “Marketing 3.0″ to others. The book is in sync with your views on marketing and communication ”.
La maturazione della Human Satisfaction è stata lenta ma costante. E’ stata oggetto di molte tesi di laurea, e viene oggi considerata da svariate imprese una reale prospettiva per strategie innovative. La Human Satisfaction genera la Multicreatività, nuova modalità multidisciplinare per strategie, contenuti, messaggi e architetture di comunicazione interna e esterna.
I vantaggi sono dimostrabili già in fase di progetto e di primi test. In allegato uno schema che riassume il passaggio dal vecchio al nuovo territorio di comunicazione, con i relativi vantaggi per il profitto delle imprese.
UniOne ha come mission la diffusione della Human Satisfaction per le strategie di comunicazione e sviluppo.
UniOne non è agenzia ma per la prima volta come posizionamento innovativo e libero da condizionamenti, struttura consulenziale e operativa, con un team di partner e consulenti, e con un serie di tecniche selezionate in ogni area della comunicazione interna ed esterna, e che vengono continuamente valutate per offrire alle imprese il meglio della qualità sia nell’area strategica che nell’area dei programmi operativi senza dover vendere ad ogni costo tecniche di proprietà. I progetti UniOne si basano sull’innovativo modello Human Satisfaction Measurement, che permette di analizzare le necessità dei clienti e degli stakeholder, e i gap tra le necessità e le soddisfazioni offerte dal brand e dall’impresa, per avere una piattaforma oggettiva su cui impostare la strategia di comunicazione nei diversi aspetti.
Marzio Bonferroni
Tags: comunità, etica, human satisfaction, Marketing 3.0, marketing strategico, Philip Kotler, posizionamento, valori
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Inviato da giusrom1 il 18 novembre 2010
Incrinare la diga dell’immobilismo nella comunicazione d’impresa
l.b. – Albert Camus scrisse in Combat sulla necessità di un giornalismo
autocritico oltre che critico.
In fondo anche noi di UniOne dobbiamo essere un po’ giornalisti impegnati, poiché siamo chiamati a riflettere su come le imprese che ci interpellano comunicano con il pubblico, dobiamo farci delle idee, redigere dei resoconti, proporre tracce per realizzare il loro futuro.
Estrapolando dal giornalismo, tutti noi in UniOne pratichiamo l’autocritica ogni giorno, come stimolo, uno tra tanti, ad innovare, a produrre i idee nuove al servizio dei nostri clienti.
Tra le imprese il quadro ci sembra, sinceramente più rigido. I vecchi modelli di sola pubblicità martellante sono considerati da molti un dogma intoccabile che difficilmente convive con altre forme di comunicazione e nessuno spiraglio, nemmeno di riflessione, è lasciato a strade nuove. Questa diga al pensiero nuovo mostra già qualche crepa profonda. Forse un po’ di autocritica aiuterebbe a capire che anticipare il cambiamento è meglio che inseguirlo.
Lorenzo Buzzetti
Tags: advertising, brand, comunicazione, Gli stili del marketing, impresa, marketing strategico, posizionamento
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Inviato da giusrom1 il 17 novembre 2010
Il messaggio è il processo come il cielo non è una sola stella
m.b. – Mc Luhan ha detto che il mezzo è il messaggio. In realtà il messaggio è rappresentato dai contenuti e non dal mezzo. Ma non è più vero neppure questo. Sempre di più il messaggio non é rappresentato né dal messaggio né dai contenuti, ma dall’intero processo di comunicazione che un’impresa realizza in un determinato ambito geografico, sociale ed economico, a partire dalle fabbriche, dalle sedi, dal loro design, dai prodotti e dal packaging, dalla voce della centralinista, ai mezzi di trasporto, alla realtà di espressione dei collaboratori a tutti i livelli, al modo di essere della comunicazione commerciale, della comunicazione alla stampa, nei convegni e nei meeting, ecc. Nella mente delle persone si formerà un opinione positiva o negativa e un conseguente desiderio di acquisto, sulla base di un mix di messaggi di vario ordine e natura che vengono emessi da ogni singola parte di un intero processo di comunicazione.
Quindi …il processo è il messaggio, come il cielo non è di una sola stella.
Marzio Bonferroni
Tags: advertising, consumatori, human satisfaction, marketing strategico, mercato, posizionamento
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Inviato da giusrom1 il 11 novembre 2010
l.b. – Alcuni mesi fa UniOne ha proposto a imprese di alto grande livello internazionale, di partecipare alla prima fase del progetto – HUMAN COMMUNICATION MUSEUM – Museo Internazionale Della Comunicazione, che ha destato l’interesse del Comune di Milano per un approfondimento. Si tratta di una struttura unica al mondo che racconterebbe la storia dell’uomo attraverso le sue espressioni di comunicazione nei campi più diversi, dalla preistoria ad oggi, in vari padiglioni, fino all’ultimo in cui sarebbe possibile generare un “laboratorio” e dialogo con il pubblico, sulla base di tutte le più attuali alle odierne tecnologie di punta.
Con questa struttura Milano certificherebbe il proprio ruolo di capitale della comunicazione, con effetti benefici di immagine ed economici, diretti ed indiretti.
D’accordo con il Comune, UniOne ha chiesto ad ogni impresa un primo contributo di 8’000 euro per realizzare lo studio di fattibilità (lo studio di fattibilità sarà poi presentato al primo gruppo sostenitore ed ad altri sponsor nazionali e internazionali per l’eventuale realizzazione). Ne è seguita una sincera manifestazione di interesse da parte di tutte le imprese, ma anche una generale mancanza di coraggio, tradotta nella maggioranza delle risposte in “…aspettiamo che gli altri facciano il primo passo…”. Ne abbiamo ricavato la conferma ad una sincera convinzione: il progresso è realizzato dai pionieri, non dagli inseguitori.
Lo dimostra ad esempio il museo Newseum creato a Washington. Americani che, pur con minori potenzialità culturali nell’ambito della comunicazione (le risorse economiche non coincidono con storia e filosofia), si sono recentemente attivati per creare il museo che potete vedere.
Il contenuto, inerente la comunicazione ma circoscritto al giornalismo, ha atturato il sostegno di imprese come Hewlett Packard, Bloomberg Communication, Comcast, fondazione Knight, fondazione Annenberg, New York Times……
Purtroppo da tempo in Italia si vedono enormi dispersioni di denaro, ad esempio ciò stride con gli investimenti, ancora cospicui in Italia, in campagne pubblicitarie puramente emotive e senza contenuti e senza spirito di servizio, con efficacia misurata vicina allo zero, ma che vengono privilegiate rispetto ad altre formule, per altri motivi o semplicemente per una assoluta mancanza di cultura innovativa della comunicazione. Lasciamo a chi legge la facoltà di tracciare considerazioni e riflessioni, senza peraltro perdere la speranza che il futuro possa riservarci sorprese positive, generate da imprenditori e manager per i quali l’innovazione, lo spirito di servizio ed anche la sfida culturale possano rappresentare un necessario passaggio verso una civiltà evoluta in cui tutti possano vivere e praticare migliori condizioni.
Lorenzo Buzzetti
Tags: brand, fidelizzare, Human Communication Museum, human satisfaction, impresa, Newseum
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