Prosegue con questo post un ciclo di domande/risposte essenziali sul nuovo metodo di comunicazione basato sulla human satisfaction, evolutiva della customer satisfaction.Il testo integrale è in http://humansatisfaction.it/human-satisfaction/domande-e-risposte/.
6. Qual è il nuovo metodo creativo e a quale visione si ispira ? La customer satisfaction è ancora valida ?
Occorre dunque un nuovo metodo creativo che, pur tenendo conto delle tecniche pubblicitarie e delle altre tecniche sperimentate negli anni, possa permettere di realizzare messaggi utili a soddisfare le necessità degli stakeholder di interesse per un’impresa, primi fra tutti i clienti finali. Ma per quale nuova visione? Per identificare una nuova visione possiamo considerare come siano proprio i clienti a desiderare oggi una maggiore considerazione da parte delle imprese e delle marche, nel rifiutare palesemente il termine “consumatore”, espressione tipica della prima fase consumistica. Oggi il cliente desidera sentirsi trattare da cittadino e in ultima analisi da “persona umana”. Nel concetto stesso e nella realtà di “persona”, sono compresi gli elementi che compongono le necessità di un essere umano: la psicologia insegna che si tratta di elementi emozionali ma anche razionali ed etici, fra di loro in costante interrelazione e identificabili in tre aree distinte e comunicanti. Sono le tre aree dell’emozione, della ragione e dell’etica dunque a comprendere in loro stesse le necessità di noi esseri umani. L’area dell’emozione comprende necessità di bellezza, forma, simpatia, sensualità, ironia, ecc. L’area della ragione comprende le necessità di informazione, economicità, investimento, servizio, utilità, assistenza, progettualità, ecc. L’area etica comprende le necessità di attribuzione di senso, di assistenza ai bisognosi, di onestà, di salvaguardia della natura, ecc.
Queste tre aree determinano nel loro complesso la nuova visione della Human Satisfaction che la comunicazione di marketing potrà considerare negli obiettivi da risolvere, identificando i gruppi degli stakholder di interesse, a partire dai clienti finali che a loro volta rappresentano la prima base di riferimento per tutti gli altri stakeholder. La Human Satisfaction rappresenta rispetto alla customer satisfaction una visione molto più estesa e completa sia in termini di marketing sia in termini umanistici, offrendo alle imprese tutta una serie di nuove necessità, o item di riferimento, e quindi nuove opportunità per ottenere consenso, relazione e fidelizzazione offrendo per ogni necessità le soluzioni ritenute più idonee a risolverle. La customer satisfaction era nata negli anni del consumismo di prima fase, molto emotivo, ed è figlia della filosofia che ha generato il così detto “homo oeconomicus”, per il quale l’unico e importante obiettivo é rappresentato dall’atto di consumo e dalla sua ripetizione massima per fini di vendita e di profitto, i più rapidi possibile. Una visione che sempre più si è rivelata restrittiva in quanto disumana. L’homo oeconomicus infatti non considera necessità razionali ed etiche, viste non come necessità da soddisfare, ma come freno per l’ottenimento di risultati economici massimi e rapidi.
E’ evidente che il nuovo metodo creativo rivolto alla Human Satisfaction non potrà basarsi più esclusivamente sulla soddisfazione delle necessità emotive, ma dovrà prendere in considerazione le necessità presenti anche nelle aree della ragione e dell’etica. Pertanto è impensabile che la tecnica pubblicitaria da sola, espressa normalmente dalle così dette coppie creative formate da redattori e artisti, possa assolvere alla soddisfazione di tutte le aree della Human Satisfaction. Sarà quindi necessario avvalersi del metodo creativo multidisciplinare, che in ambito scientifico ha permesso di risolvere necessità complesse e raggiungere obiettivi in fisica nucleare, ingegneria, architettura e in altre discipline. Per indirizzare le energie alla Human Satisfaction, si tratterà di creare dei team multidisciplinari, in cui vi sia la presenza di discipline utili alla comprensione delle necessità umane nelle aree dell’emozione, della ragione e dell’etica, quali antropologia, filosofia, semantica, sociologia, psicologia, oltre a discipline quali marketing strategico e operativo, promozioni, direct marketing, loyalty, punto di vendita, rapporti con i media, strategia media e media planning, redazione, direzione artistica. Tutte le discipline potranno confrontarsi in una “tavola rotonda” in modo paritetico, indirizzando la loro creatività alla formazione di un’unica mappa strategica in cui dovranno apparire con chiarezza sia le necessità degli stakeholder, sia le soluzioni proposte dalla marca e dall’impresa, con i relativi possibili gap tra necessità e soluzioni, e con la descrizione dei concept per i messaggi da adattatare ai diversi media utili a raggiungere i diversi gruppi di stakeholder.
Messaggi e mezzi nel loro complesso coordinato, rappresentano l’architettura di comunicazione ritenuta la più idonea a raggiungere gli obiettivi di comunicazione interna ed esterna definiti in partenza.