Ruth Finnegan, “Comunicare”
COMUNICARE – Ruth Finnegan – Studi Sociali – UTET
Le molteplici modalità dell’interconnessione umana
A cura di Angela Biscaldi
Sintesi di Marzio Bonferroni – 2009
- Ruth Finnegan é Professore alla Open University, membro dell’Accademia Britannica, e membro onorario del Somenville College di Oxford.
- Angela Biscaldi è ricercatrice in Antropologia culturale all’Università Statale di Milano.
- Il libro ci immerge nella straordinaria ricchezza di associazioni sensoriali, simboliche, affettive, e valoriali che caratterizzano la comunicazione umana, che non si limita alle parole e che rappresenta un complesso fenomeno multisensoriale.
- Secondo Ruth Finnegan, la comunicazione umana non è confinata a messaggi linguistici o cognitivi, ma include anche l’esperienza, l’emozione, il non detto. Il comunicare è raffigurato come un processo creativo piuttosto che come il trasporto di dati o l’incontro di “menti”, e va oltre l’affanno per l’informazione e per la rivoluzione dell’informazione, tipiche di gran parte delle discussioni attuali. Tale concezione del comunicare comprende le diverse modalità dell’interazione umana, sia da vicino che a distanza, attraverso gli odori, i suoni, il tatto, gli sguardi, i movimenti, e attraverso attività incorporate e oggetti materiali.
- Il prius cognitivo della vista, elaborato dalla filosofia classica ed ereditato dalle scienze sociali, è soprattutto una costruzione ideologica che occulta il “molteplice” del processo comunicativo, in cui sono sempre in atto combinazioni sensoriali complesse che costituiscono l’aspetto fondamentale della comunicazione umana.
- La vera prospettiva, contraria alla uni linearità, è per la natura espansa, policentrica e multi direzionale della comunicazione.
- Il punto non è tanto La superiorità di un canale o di un medium comunicativo su un altro, quanto invece l’importanza della convivenza tra essi – l’interconnessione – appunto, per cui per ciascun fine e in ogni particolare contesto, i partecipanti si impegnano nella combinazione attiva e creativa di modalità differenti.
- I canali o modi di comunicazione, non sono mai autosufficienti: ciascuno di essi si dispiega nell’ambito di una complessa economia di pratiche di uso e interpretazione condivise in un dato ambito sociale.
- Analizzare mix comunicativi é l’obiettivo principale dell’antropologia della comunicazione.
- Comunicare è un continuo richiamo alla complessità della capacità umana di relazionarsi con altri uomini e con l’ambiente esterno, complessità che non consente di tracciare distinzioni, di separare a priori canali privilegiati da canali accessori, di delineare tipologie, né rigide linee di consequenzialità.
- La comunicazione è da intendere come un processo interattivo e dinamico, costituito dalle azioni e dalle esperienze organizzate, intenzionali, reciprocamente influenti e riconoscibili, che vengono create in svariati modi da partecipanti attivi nel loro mutuo interconnettersi.
- La parola chiave è – interconnessione – per sottolineare la reciprocità, la simultaneità, il feed-back, la contemporaneità delle relazioni sensoriali messe in gioco nel processo comunicativo nello spazio e nel tempo, alla loro istantanea possibilità e variabilità, secondo la creatività e la relazionalità umana.
- Si rivela quindi indispensabile un approccio fortemente interdisciplinare, includendo oltre alla fondamentale antropologia, la sociolinguistica, la storia sociale, storia dell’arte, psicologia sociale, studi sulla cultura materiale, etologia, ecc.
- Le nuove tecnologie informatiche costituiscono un apporto tutto sommato “marginale”, se confrontate con il mix delle risorse comunicative da sempre a disposizione degli uomini, interagendo con esse in varie forme.
- Sono importanti tutti i sensi della interconnessione umana, oltre alle parole che sono comunque essenziali e fondanti la comunicazione, che però è composta anche dai processi dinamici del gesto, del movimento, della danza e persino dello stesso suono.
- E’ necessario rivolgere l’attenzione non solo alle parole e al pensiero, ma soprattutto ai molteplici processi sovrapposti e densamente intrecciati, attraverso cui le persone si interconnettono attivamente.
- Bisogna cogliere la straordinaria creatività degli esseri umani, che essi esprimono servendosi di una gamma straordinaria di risorse.
- Per analizzare la comunicazione umana, occorre necessariamente un metodo interdisciplinare, attingendo più direttamente alle conoscenze e alle ricerche dell’antropologia.
- Le emozioni, il “corpo”, l’antropologia dei sensi e un’attenzione ai processi, ai microprocessi, alle dimensioni non verbali dell’interazione faccia a faccia, sono alcune delle tendenze convergenti in una vasta gamma di prospettive disciplinari.
- Il nostro comunicare non sta solo nelle parole, non solo nei segni visibili su un pezzo di carta, ma si realizza entro più ampi processi multidimensionali, tutti parte del mondo notevolmente vario del comunicare umano.
Gli esseri umani comunicano…..ma che cosa significa ?
- Ciascuno di noi può cercare di comunicare con gli altri esseri umani, oltrepassando i confini della propria pelle agendo mediante le risorse dei nostri corpi e del nostro ambiente. Ma esplicitare questa affermazione non è semplice, e ci porta ad esplorare le molteplici e complesse risorse cui gli esseri umani attingono per interconnettersi l’uno con l’altro.
- COMUNICAZIONE E INTERCONNETTIVITA’ UMANA
- Il “comunicare” non è confinato a messaggi linguistici o cognitivi, ma include anche l’esperienza, l’emozione e il non detto. E’ quindi un processo umano creativo e non una semplice trasmissione di dati, di menti, di informazioni. Tale processo comprende le diverse modalità dell’interazione umana, sia da vicino sia a distanza, attraverso gli odori,i suoni, il tatto, gli sguardi, i movimenti, attività incorporate oggetti materiali.
- Questi processi sono indispensabili per l vita sociale degli uomini, in quanto “animali sociali” che intereagiscono attivamente l’uno con l’altro, utilizzando gesti, suoni, scrittura, immagini, oggetti materiali, contatti fisici, voci, tatto, movimento, che ci consentono di condividere desideri ed emozioni.
- La comunicazione é quindi la dimensione attiva dell’interconnessione umana.
- La società è costituita attraverso la comunicazione, ed é prodotta e riprodotta attraverso atti comunicativi. E’ un processo che si sviluppa sulla base dell’interazione fra gli attori in campo.
- La parola scritta e i significati mentali nel processo creativo della comunicazione si completano con attività verbali, gestuali e includono aspetti referenziali quanto aspetti emotivi anche a volte non dichiaratamente esplicitati derivati da odori, tocchi, suoni, sguardi, movimenti, oggetti materiali, esperienze condivise, interazioni dinamiche, presenza viva del corpo al di là della dimensione puramente cognitiva.
- Il focus della comunicazione umana è nella capacità attiva di interconnettersi attraverso una varietà di modalità, dall’acustico, al visivo, al tattile, all’olfattivo, e non soltanto attraverso l’intelletto e la ragione, in un interagire dinamico, tanto quanto le frasi articolate verbalmente. Gli esseri umani, nel fare ciò creano il loro mondo.
- Fonte informativa——-messaggio——-emittente——-fonte di disturbo———–ricevente———-messaggio—destinazione. Questo è lo schema classico di Shannon- Weaver del 1949, formulazione ancora autorevole.
- La comunicazione si dimostra essere antropologicamente l’aspetto dinamico dell’interconnessione umana.
- Vedere il comunicare umano essenzialmente in termini di rappresentazioni mentali e di processi informativi, non solo mal si accorda con una concezione della comunicazione come processo interattivo, ma spinge anche l’attenzione lontano dalla potenzialità comunicativa del corpo nel suo insieme e dei linguaggi non verbali attraverso cui in pratica ci interconnettiamo reciprocamente.
- In pratica comunichiamo regolarmente secondo modalità organizzate anche quando non ne siamo pienamente consapevoli, attraverso gesti, per esempio sorrisi, o emissione di suoni che non sono necessariamente verbalizzati. Il processo del comunicare investe infatti contemporaneamente diversi livelli di coscienza, che si estendono dalla consapevolezza più piena, all’inconscio.
- La comunicazione è dall’autrice intesa come un processo interattivo e dinamico costituito dalle azioni e dalle esperienze organizzate, intenzionali, reciprocamente influenti e riconoscibili, che vengono create in svariati modi da partecipanti attivi nel loro mutuo interconnettersi.
- La comunicazione può essere intesa come l’aspetto dinamico dell’interconnessione umana.
COME POSSIAMO COMUNICARE ?
- Vista, udito, olfatto, gusto, tatto sono i cinque sensi attraverso i quali si riceve la comunicazione.
- Il corpo è il nesso fra biologia e cultura, là dove l’individuo incontra la società. E’ il medium tramite il quale il Sé si impegna con l’altro. Un punto di riferimento per il nostro isolamento e per la nostra connessione.
- Se il linguaggio verbale non costituisce la sola modalità di comunicazione, ne consegue la necessità di altre terminologie e categorie.
- Burgoon e Guerrero indicano (1994) sette modalità di espressione non verbale: 1- prossemica (strutturazione e uso dello spazio a fini comunicativi) 2- tattilità 3- cronemica (uso del tempo) 4- cinesica (aspetti visivi del movimento corporeo) 5- apparenza fisica 6- vocalizzi (aspetto vocale contrapposto all’aspetto verbale) 7- artefatto (veicolo di messaggi e influenzatore su altri codici).
- Non è da omettere anche la comunicazione olfattiva, quale elemento spesso determinante.
- Le percezioni offrono diverse assunzioni dei messaggi, secondo le differenti caratteristiche di chi li riceve, che può essere di diverse potenzialità di intelligenza, linguistica, musicalità, logica-matematica, spazialità, modi corporei.
- Le azioni e le capacità degli esseri umani sono dunque multidimensionali.
- Ogni cosa, e non solo i medium come li intendiamo nel marketing, o nel giornalismo, può virtualmente e concretamente costituire un medium o potrebbe esserlo ai fini dell’azione sociale. (es i murales, i francobolli, i libri, i ritratti, le sculture, le fotografie, il cinema, la scrittura, i poeti, i sacerdoti, le lettere, le mappe, i sigilli, i profumi, il suolo circostante, gli artefatti, i nodi, secondo come sono usati e interpretati da attori umani.
- In tutte le società sono presenti arti che sono espressioni e media comunicativi, quali la musica, la danza, la pittura, il mimo, la scultura, la profumeria., che forniscono motivi per apprezzare la infinita varietà delle risorse comunicative umane.
- La creatività umana rende quasi impossibile una distinzione fra arte e non-arte.
UN MONDO DI SUONI
- Il suono è uno dei primi sensi che ci rendono vivi: fin dalle prime ore di vita gli uomini usano il canale auditivo per affermare la loro esistenza e interagire con chi si trova attorno a loro.
- Attraverso i suoni ridefiniamo continuamente la nostra identità. E’ una risorsa fondamentale per creare e mantenere il contatto reciproco.
- Il mondo è costituito da un insieme di dati visivi, ma viviamo in un mondo sonoro, in cui le esperienze sonore, dimensione significativa dell’interazione umana, sono a pieno titolo parte dell’ambiente in cui si svolge la comunicazione, esattamente come gli oggetti visibili e concreti.
- I suoni possono essere prodotti e comunicati in una immensa varietà di modi, non solo nel regno animale in generale, ma anche tra gli uomini, essendo il canale comunicativo più coinvolgente, per la sua risonanza ed effetti sul fisico e sulla psiche.
- Il suono e le sue risonanze creative nell’azione e nell’esperienza, portano in potenza una grande ricchezza di significati da trasmettere e da ricevere, sfruttando una miriade di forme sonore, attraverso le quali le persone interagiscono, esprimono le loro esperienze, si riuniscono, si rivolgono con attenzione reciproca, sia individualmente che in gruppi.
DARE FORMA ALLE IMMAGINI
- La vista è la base per l’interconnessione umana. Dal mattino alla sera subiamo un bombardamento di immagini. Siamo circondati da immagini in una infinità varietà, e attraverso le facoltà della vista cogliamo la loro forma, grandezza, colore, movimento e distanza, interagendo con esse, selezionando e creando noi stessi, con la nostra fantasia e creatività, contesti per la comunicazione visiva.
- Le posizioni e i movimenti della testa, del volto, dello sguardo, del corpo, e il suo aspetto esteriore, sono comunemente usati per comunicare, per avviare una reciproca interazione, per comunicare attivamente emozioni, ostilità, rabbia, disgusto, felicità, tristezza, sorpresa, affetto, accoglienza,, disponibilità divertimento, riserva, sospetto, imbarazzo, noia, amore e tutto quanto ancora può essere veicolato con gli occhi e con lo sguardo, che spesso ha più valore della comunicazione verbale.
- Lo sviluppo di strumenti e macchine ha consentito all’uomo la creazione di un notevole numero di arti visive e di artefatti che, molto più che negli animali, costituiscono la dimensione più importante della comunicazione visiva umana.
- Il volto resta il canale più rilevante della comunicazione non verbale nell’esprimere emozioni e atteggiamenti verso gli altri, creando continui e dettagliati processi dinamici di comunicazione. Anche la testa e gli arti sono coinvolti nel gioco della comunicazione, come il nostro modo di camminare, che può indicare il ruolo e lo status di chi cammina.
- Anche l’appropriazione corporea degli spazi è importante e determina una forma di comunicazione indicativa di uno status o anche espressiva di un concetto o un’idea che vogliamo comunicare senza parole o immagini. Si tratta di processi prossemici che rappresentano forme di comunicazione visiva che abbiamo imparato ad utilizzare in modo implicito ma efficace, senza bisogno di dircelo o scriverlo.
- Nella definizione generale di “cinesica” poi sono compresi i nostri movimenti corporei visibili, in processi temporali che rivestono importanza comunicazionale. Questo ci conduce al vasto tema della gestualità, in cui rivestono un ruolo determinante gli arti che organizziamo in una grande varietà di modi ingegnosi.
- I gesti variando, subiscono nel tempo e nella storia significati diversi, talvolta in veri e propri rituali, convenzioni, cerimonie, ecc. La gestualità può anche colmare dislivelli linguistici quanto scolastici e culturali. E’ quindi un elemento comunicazionale di grande rilievo nel rapporto causa-effetto tra un trasmettitore, un messaggio e il suo ricevente.
- Vi sono inoltre ampie possibilità di manipolare le risorse comunicative del corpo in molti dei suoi aspetti visibili. Modellare e ornare intenzionalmente il corpo, costituiscono un aspetto molto diffuso della cultura umana (grassezza, magrezza, tatuaggi, piercing, ornamenti, parrucche, trecce, lo stesso abbigliamento, ecc.)
- Cresciamo circondati da oggetti visibili, sia bidimensionali che tridimensionali, che occupano un posto consistente nelle nostre vite.
- Ognuna delle molteplici forme materiali che costituiscono il mondo umano può essere impiegata nell’interconnessione umana, dimostrando ancora una volta che i processi della comunicazione umana appaiono chiaramente non limitati alle sole parole.
- L’ambiente costruito può essere una risorsa potente per la comunicazione visiva e le abitazioni, come ogni tipo di costruzione, possono comunicare messaggi diversi.
- Case, prati, statue, recinzioni, manufatti diversi, hanno in un preciso contesto contenuti comunicativi di volta in volta identificabili e che sintetizzano messaggi pensati e voluti da singole persone, da gruppi o da intere comunità, come autorità, ricchezza, severità, divisioni, identità, ecc.
- Anche le stoffe e i tessuti sono dei media altamente visivi per la comunicazione, prodotti in tutto il mondo in una grande varietà di forme e di combinazioni.
- Sia nel formato bidimensionale e tridimensionale, sia nelle immagini in movimento, una vasta gamma di segni figurativa è utilizzata nel mondo, in modi che amplificano, qualificano e trascendono le parole: dipinti, grafica, fotografia, graffiti, illustrazioni, murales, mappe, carte, cartografie, simbolismi, geroglifici, ecc. incorporano e trasmettono idee e concezioni della vita espresse da singole persone o da gruppi più o meno estesi.
- Un essere umano ha a disposizione prima di concetti nella sua mente, poi di parole, immagini, estensioni esse stesse dei concetti e delle idee, e poi di una infinita e mixabile varietà prima di parole, poi di immagini, di artefatti, di soluzioni visive con materiali diversi sia bi che tridimensionali, a loro volta mixabili con i suoni, nelle loro infinite a loro volta varietà, in situazioni statiche e dinamiche, e in situazioni che siamo soliti definire quali eventi. Quindi non è soltanto l’informazione e la parola a determinare la comunicazione nel suo aspetto più completo.
- Il postmodernismo è cultura visiva e l’esperienza umana é oggi visualizzata e visuale come mai in precedenza. L’occhio ha il potere di captare svariate caratteristiche quali la forma, il colore, la dimensione, il movimento, la struttura, la distanza, le relazioni spaziali, la direzione, la profondità, la trama. La vista è dunque un canale straordinario, versatile e molteplice.
- Anche l’olfatto, il gusto e il tatto hanno un ruolo molto più attivo nella comunicazione umana, di quanto non venga solitamente riconosciuto.
UN MIX DI RISORSE
- Gli uomini dunque usano un’ampia gamma di modalità comunicative: contatto, olfatto, suono, movimenti del corpo, espressioni artistiche e artefatti, oltre alla parola, alla scrittura, alla vista. Attraverso di queste abilità, esprimiamo le nostre possibilità di interconnessione.
- Tutti gli aspetti agiscono contemporaneamente, come parti coordinate di una totalità ed i vari canali interagiscono.
- La comunicazione che si verifica nell’interazione è un processo multicanale continuo. Impieghiamo ogni giorno questa molteplicità ma dal momento che siamo soliti darla per scontata, quasi mai ne siamo consapevoli.
- La comunicazione umana è dunque abitualmente multimodale e non avviene normalmente in singoli canali tra di loro separati. Nelle pratiche abituali delle persone, la comunicazione è costituita da molti aspetti, spesso molti di più di quanto i protagonisti non realizzino consciamente.
- Una intricata combinazione di modalità comunicative si collocano al cuore del processo comunicativo: parole, immagini, postura, spazio, olfatto, tatto, gusto, si intrecciano e si complimentano nella comunicazione, che è così composta da un mix delle risorse umanamente disponibili.
- La portata della creatività umana in ogni singolo processo comunicativo è dunque enorme, e molto più ampia della dimensione verbale dei messaggi, che mettono in rilievo soltanto un canale comunicativo, che può essere utilizzato in una vastissima gamma di modalità raffinate, variabili ed espressive, e tramite una molteplicità di media.
- L’interconnessione umana avviene dunque con modalità creative che sono sempre in evoluzione e che fanno di ogni interconnessione un fatto unico e irripetibile,
- Le parole pronunciate, le espressioni visibili del volto, i gesti, i movimenti del corpo e i posizionamenti nello spazio, l’impiego di diversi oggetti, l’uso del tatto, le emanazioni olfattive. Tutto concorre a personalizzare la comunicazione intesa anche come interconnessione umana.
- Concentrandosi su di una sola dimensione, ci possono sfuggire la molteplicità, la profondità e la creatività di quanto sta accadendo, mentre riconoscendo il carattere molteplice delle risorse in campo ha delle conseguenze importanti per la nostra comprensione della comunicazione.
- E’ attraverso il mix delle risorse comunicazionali flessibili, poliedriche, fluide, condivise, rese disponibili dalle possibilità del corpo umano e dalla sua azione nel mondo, che organizziamo la nostra interconnessione e così, nel bene e nel male, continuiamo a costruire il mondo attraverso e nei modi dell’interconnessione.
- Attraverso tutte le diverse modalità, per quanto fragili possano essere, noi esseri e comunicatori umani continuiamo a dar vita a interconnessioni attive e, nel far questo, tracciamo strade che ci portano a superare i nostri limiti corporei e a interconnetterci con altre creature umane, che siano vicine o che siano in altri luoghi o in altri tempi.