Human Satisfaction & Multicreatività

Persone, non consumatori. Zona franca per una nuova civiltà di comunicazione

I professionisti e la Human Satisfaction – Norman La Rocca

Inviato da unioneadc il 23 luglio 2011

Come anticipazione dell’inchiesta contenuta nel nuovo volume  “La nuova era della comunicazione (Human satisfaction, multicreatività, comunità di marca)” di Marzio Bonferroni, ed. Tecniche Nuove, in anteprima esclusiva, in ordine alfabetico d’impresa, continuiamo a publicare una selezione di interviste a imprenditori e manager sul tema comunicazione di brand, considerata nelle imprese di successo, con prodotto, finanza e gestione, quale elemento strategico essenziale in progressiva evoluzione da monologo ripetitivo, a comunicazione di dialogo e relazione, tendente a generare fedeltà alla marca e all’impresa e non soltanto notorietà. Appare evidente come gli imprenditori e i manager più evoluti, su basi di obiettive misurazioni, non considerino più la creatività pubblicitaria quale elemento determinante per il successo della comunicazione, spostando l’attenzione sulla creatività che si esprime nei concetti e nella strategia, quale fonte unitaria ( o spartito unico per l’orchestra dei media), da cui derivano anche i messaggi e i mezzi. Siamo di fronte ad una svolta epocale culturale prima che tecnica.

CONSULENTI – Norman La Rocca

 

Norman La Rocca è dottore di ricerca in Marketing e Comunicazione d’Impresa ed esperto di Corporate Social Responsibility. Tra gli ultimi allievi del prof. Giampaolo Fabris, ha lavorato come ricercatore e consulente su progetti per le più importanti imprese italiane e ricoperto il ruolo di assistente alla docenza e professore a contratto rispettivamente presso l’università IULM di Milano e l’Università degli studi di Firenze. Attualmente segue progetti di ricerca e consulenza a livello europeo ed è docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, dove è titolare degli insegnamenti di Comunicazione d’impresa e di Etica della Comunicazione.

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Comunicazione d'impresa: a quando l'autocritica?

Inviato da giusrom1 il 18 novembre 2010

Incrinare la diga dell’immobilismo nella comunicazione d’impresa

l.b. – Albert Camus scrisse in Combat sulla necessità di un giornalismo
autocritico oltre che critico.

In fondo anche noi di UniOne dobbiamo essere un po’ giornalisti impegnati, poiché siamo chiamati a riflettere su come le imprese che ci interpellano comunicano con il pubblico, dobiamo farci delle idee, redigere dei resoconti, proporre tracce per realizzare il loro futuro.

Estrapolando dal giornalismo, tutti noi in UniOne pratichiamo l’autocritica ogni giorno, come stimolo, uno tra tanti, ad innovare, a produrre i idee nuove al servizio dei nostri clienti.

Tra le imprese il quadro ci sembra, sinceramente più rigido. I vecchi modelli di sola pubblicità martellante sono considerati da molti un dogma intoccabile che difficilmente convive con altre forme di comunicazione e nessuno spiraglio, nemmeno di riflessione, è lasciato a strade nuove. Questa diga al pensiero nuovo mostra già qualche crepa profonda. Forse un po’ di autocritica aiuterebbe a capire che anticipare il cambiamento è meglio che inseguirlo.

Lorenzo Buzzetti

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Potenzialità editoriali di un'impresa

Inviato da unioneadc il 1 dicembre 2009

m.b. – Pur essendo già parzialmente avvenuto in anni e anche in decenni passati, negli ultimi tempi il fenomeno si è fatto più evidente. Ci riferiamo al passaggio di molti autorevoli professionisti dell’informazione da testate giornalistiche a imprese normalmente di notevoli dimensioni, in settori merceologici diversi. Alcuni di questi, con cui ho a lungo parlato a questo proposito, dichiarano senza peli sulla lingua di aver finalmente trovato, nel nuovo posto di lavoro in un’impresa, quella possibilità di esprimersi con professionalità e soprattutto con libertà per l’ottenimento di obiettivi condivisi con la proprietà e con il marketing, ma senza poi grandi ingerenze come invece oggi avviene nel giornalismo economico e soprattutto politico. Leggi tutto »

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Che senso ha la human satisfaction

Inviato da unioneadc il 20 novembre 2009

La pubblicità è in crisi. I giornali sono in crisi. Anche la tv, come l’abbiamo conosciuta, è morente. La baracca si regge ancora solo perché conviene a chi ci abita. Ma tra costoro non ci siamo noi, i “consumatori”. Siamo solo oggetto, da bersagliare affinché sborsiamo la grana.

Per questo nasce il concetto di human satisfaction. L’uomo è più che capacità d’acquisto. E tra le ragioni della crisi c’è questa: che finché la dimensione economica resta il solo parametro, le relazioni saranno troppo povere per definirle umane. Leggi tutto »

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